Alla ricerca delle nostre origini cosmiche…

Dopo aver trascorso la prima notte a San Pedro de Atacama, partiamo alla volta dell’Osservatorio ALMA dell’ESO. Ci rechiamo alla fermata del bus che ci conduce dopo circa 70 Km al gate dell’Osservatorio dove ci accoglie il cane guardia del sito.

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Fido all’ALMA gate

Dopo un’accurata annusata attorno al nostro bus, fido ci fa entrare e proseguiamo fino al campo base. Continuamo a salire sino a raggiungere i 2900 metri di altitudine attorniati dall’immancabile panorama desertico.

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Panorama desertico durante l’ascesa verso il campo base 2900 mt.

Arriviamo finalmente al campo base ove vi sono gli edifici con le control rooms e le officine per la manutenzione delle antenne.

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Sullo sfondo il campo base

Ma a questo punto vi state chiedendo ma cos’è l’ALMA? In lingua spagnola significa “anima” ma è l’acronimo di “Atacama Large Millimeter-submillimeter Array”. E’ un telescopio modernissimo creato per studiare la luce proveniente da alcuni dei più freddi oggetti dell’Universo. Questa luce ha lunghezze d’onda di circa un millimetro, fra la luce infrarossa e le onde radio, ed è perciò conosciuta come radiazione millimetrica e submillimetrica. ALMA è composta da 66 antenne di alta precisione, disseminate a distanze che raggiungono i 16 chilometri. Ma perchè costruire un telescopio di queste proporzioni proprio qui?

La radiazione millimetrica e submillimetrica apre una finestra sull’enigmatico Universo freddo, ma i segnali provenienti dallo spazio sono fortemente assorbiti dal vapore acqueo presente nell’atmosfera terrestre. Per questo i telescopi per questo tipo di astronomia devono essere costruiti in siti elevati e secchi, come quello di 5000 metri dell’altopiano di Chajnantor, il sito del più alto osservatorio astronomico sulla Terra.

Il sito di ALMA, circa 70 kilometri a est di San Pedro di Atacama, nel nord del Cile, è uno dei luoghi più secchi della Terra. Gli astronomi vi trovano condizioni ineguagliabili per l’osservazione, ma devono gestire un osservatorio di frontiera in condizioni molto difficili. Il Chajnantor è 750 m più in alto dell’Osservatorio di Mauna Kea, e 2400 metri più in alto del VLT sul Cerro Paranal.

L’accesso ai visitatori è consentito esclusivamente al campo base, in quanto al plateau ove sono installate le antenne a 5000 mt. è accessibile solamente al personale di manutenzione e agli ingegneri. Nello spazio riservato alla manutenzione troviamo una delle antenne che è stata trasportata dai 5000 mt. ai 2900 mt.

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Antenna da 12 mt. di diametro

Queste antenne costituite da acciaio e alluminio e fibra di carbonio CFRP, vengono trasportate utilizzando mezzi eccezionali che viaggiano alla velocità di 20 Km/h.

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Mezzo di trasporto delle antenne

Andiamo ora all’interno della control room ove i segnali raccolti dalle antenne vengono elaborati e visualizzati sugli schermi dei computers.

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Control room con scienziati in un momento di relax

Poi ci soffermiamo sulla console che mostra la situazione delle antenne attualmente in funzione e la weather station che fornisce dati telemetrici sulle condizioni atmosferiche presenti sul plateau a 5000 mt.

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consoles con principali dati di funzionamento delle antenne

Restiamo qualche minuto oltre il previsto perchè cogliamo l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con alcuni scienziati presenti nella stanza. E’ un momento molto emozionante per capire da coloro che vivono quotidianamente la ricerca delle risposte fondamentali per la nostra comprensione, quali sono ad oggi le scoperte che inevitabilmente innescheranno nuove domande che saranno la base per le future indagini scientifiche. Salutiamo gli scienziati così cortesi e disponibili e proseguiamo il tour all’interno dell’edificio. Giungiamo ad un laboratorio ove vengono testati e tarati gli strumenti di rilevazione dei segnali. Qui vengono preparati i nuovi strumenti e riparati quelli attualmente in produzione mantenendoli sempre al massimo dell’efficienza.

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Laboratorio per la messa a punto degli strumenti di rilevazione.

Usciamo dall’edificio e ci soffermiamo qualche istante ancora per osservare gli alloggi dedicati al personale dislocato presso l’osservatorio.

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Alloggi per il personale.

La nostra visita è terminata, risaliamo sul bus, scendiamo verso il gate e salutiamo il mitico fido che ci concede un’ultima annusata in segno di saluto. Rientriamo a San Pedro per passare il pomeriggio in totale relax, pronti per le escursioni del giorno seguente.

 

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